Aborto autogestito
e accompagnato

Una due giorni per metterci in rete, per condividere pratiche ma anche informazioni, per conoscerci e acquisire fiducia reciproca

Aborto autogestito e accompagnato
l’erotismo è nell’aria

18 Maggio 2025

“Facciamo da noi. Un festival sull’aborto”, organizzato tra il 9 e l’11 maggio da Obiezione respinta con la Casa della donna di Pisa e Exploit, si è presentato come ulteriore momento di costruzione di una rete che ha visto nei mesi scorsi altre occasioni di incontro a Bologna, Napoli, Messina e Roma, solo per citarne alcune. Incontri che nascono dalla “necessità forte di metterci in rete, condividere pratiche ma anche informazioni, conoscerci e acquisire fiducia reciproca”, come è stato detto in chiusura dell’assemblea di domenica, nella quale si è anche ripreso ed esplicitato il filo conduttore della due giorni: che cosa intendiamo per accompagnamento transfemminista all’aborto, come destigmatizzare l’ivg anche nel discorso pubblico, e poi che l’aborto autogestito e accompagnato può essere visto “non solo come alternativa a ciò che offre il sistema ma come una pratica che può cambiarlo” (concetto che mi sembra sia stato espresso pubblicamente per la prima volta).

 

Di ritorno da queste giornate entusiasmanti voglio ringraziare chi ha organizzato, curato, cucinato, preparato, comunicato, pulito, riordinato, attrezzato, ospitato, scarrozzato, tradotto, stampato i materiali, consentendoci di stare insieme da tante parti d’Italia – Milano, Modena, Venezia, Perugia, Ascoli Piceno, Napoli, Torino, Val Susa, La Spezia, Palermo, Parma, Forlì, Roma, Bologna, Vasto, e sicuramente altre – e da oltre confine, come il Palestinian feminist collective, il collettivo Ad’iyah, Shout abortion, Planning familial in presenza, con Soccoristas en red in collegamento.

 

La prospettiva è sia locale che trans-nazionale e si inserisce nel quadro dei movimenti per la giustizia riproduttiva, che nel rivendicare scelte autonome sul proprio corpo – il diritto all’autodeterminazione, si sarebbe detto negli anni Settanta – puntano l’attenzione su ciò che le rende o meno possibili, ovvero sul contesto socio-politico e sulle relazioni di potere in cui tali scelte prendono forma.

 

Il percorso è sollecitato da collettive caratterizzate da alcuni elementi. Intorno ai trent’anni, transfemministe, radicate in un territorio, collegate dalle piattaforme informatiche, hanno scelto l’aborto e la sessualità come terreno politico prioritario, sono attive nelle lotte sociali e nei movimenti. Danno informazioni, fanno mappature, accompagnano, aprono consultorie autogestite e spazi di ascolto o cerchi di parola, anche recuperando la pratica dell’autocoscienza.

 

Dai laboratori e dalle assemblee della due giorni emergono le coordinate di questo percorso. Il self-help di storica memoria (anche se non viene nominato come tale quasi mai), l’autogestione, l’appropriazione delle tecnologie (pillole, internet, dispositivi elettronici e biochimici), il sovvertimento delle gerarchie dei saperi, la tensione tra difesa del servizio sanitario pubblico e il contrasto alla medicalizzazione, la sorellanza, il riconoscimento di identità e desideri oltre il binarismo di genere, la messa in discussione dei parametri di normalizzazione dei corpi. Non c’è una road map, si va un po’ tastando il sentiero.

 

La trama dei rapporti virtuali precipita nello spazio fisico. Un merlo fa il suo comizio durante l’assemblea all’aperto, i fiori ci fanno starnutire, il caldo ci fa spogliare, un cane con il fazzoletto verde al collo si fa coccolare. L’erotismo è nell’aria. C’è anche tutto il resto del corpo e dei nostri rapporti, certo: imbarazzi, curiosità, complicità, rivalità.

 

Tutto intorno, la città. I palloncini viola per il Pisa in serie A, l’affabile conducente di autobus che mi aiuta a raggiungere la meta, gli stormi di turisti nel sole di maggio, la torre che mi ricordavo più alta, lo striscione di mobilitazione contro il precariato appeso al cancello della facoltà di matematica, le biciclette, la torta dei bischeri, il Lungarno da cartolina.








Newsletter