Alla scoperta delle Osmonaute
Online un archivio di parole e immagini a disposizione di tutte e realizzato con grande cura, perché - dicono le promotricie - in questo momento così buio, la cura è un atto politico.
Osmonaute è un nome di fantasia che guarda lontano, un nome che si muove tra i confini della memoria e del digitale. Questo è il nome scelto per il portale web realizzato da regesta.exe con il contributo del MIC, nato per restituire visibilità al lato femminile – e spesso rimosso – della storia. Una storia minuta, con la s minuscola, che non entra nei manuali ma scorre nelle vite delle donne, nei corpi, nei desideri, nei silenzi e nei gesti quotidiani.
Daniela Travaglini, una delle creatrici del portale, ha condiviso con noi le motivazioni che hanno fatto partire questo progetto. “L’idea principale è nata dalla convinzione che questa idea di progettualità ha una rilevanza sia sociale che politica molto importante” racconta Travaglini “sia nella memoria che nell’immaginario delle vite delle donne, nelle varie epoche, nelle varie situazioni, delle varie estrazioni sociali”.
Il progetto presentato a Roma a ottobre scorso, prende avvio proprio dalla volontà di creare un portale, accessibile a tutte e tutti, di condivisione di memorie femminili. L’archivio digitale intreccia diverse tematiche in cui le protagoniste sono le donne, tramite videointerviste, videotestimonianze e videodiari, in un archivio di quasi 500 contenuti. La piattaforma è in continua espansione e mette al centro le soggettività femminili e le loro narrazioni, con lo scopo di ricostruire storie attraverso lo sguardo delle protagoniste.
Il portale di “memorie femminili” si articola in tre archivi tematici che toccano questioni ancora oggi rilevanti: famiglia, politica, corpo, maternità, libertà, lavoro, pandemia, giudizio sociale e molto altro.
- Senza Rossetto riapre l’immaginario femminile degli anni precendenti al voto del 2 giugno 1946, quando le donne italiane parteciparono per la prima volta alla vita politica del Paese.
- Lunàdigas affronta la scelta, spesso stigmatizzata, della non maternità, un atto di autodeterminazione che interroga ruoli e pressioni sociali.
- Tutte a casa raccoglie invece un’autonarrazione del lockdown, che ha visto per molte donne la propria casa divenire prigione, spazio di lavoro, cura e sopravvivenza.
La raccolta è stata curate da varie registe e ricercatrici che nell’approccio di catalogazione hanno mantenuto alti standard di archiviazione di metadati, traduzioni e sottotitolazioni per renderlo fruibile e avere un approccio il più possible inclusivo, nel senso di prevedere tutte le possibili non abilità.
Con questo scopo, le giovani diventano protagoniste di questo “archivio vivo”, poichè è in continua espansione, e mette in comunicazione, come spiega Travaglini, “quello che è stato prima, quello che è adesso, quello che può essere dopo”. Tramite percorsi educativi per scuole, università e comunità locali Le Osmonaute vuole coinvolgere ragazzi e ragazze a utilizzare questi materiali e a viverli, con un approccio indirizzato verso una nuova visione di comunità.
“Quello che ci ha sempre contraddistinto e a cui teniamo moltissimo, è la cura che viene utilizzata in tutte le fasi delle lavorazioni, dalla ricerca delle delle testimoni, al modo in cui le testimoni vengono avvicinate, in cui possono parlare generosamente e darci le loro versioni dei fatti e la cura nella traduzione e nella sottotitolazione,” aggiunge Travaglini “perché per noi, specialmente in questo momento così buio, la cura è effettivamente un atto politico”.
Sul canale You Tube di Factorya il video di presentazione.