20 Feb 2026

Feminism 9 l’interconnesione fra femminismi, ambiente e diritti di bambin3

Feminism 9 l’interconnesione fra femminismi, ambiente e diritti di bambin3

La nuova edizione di Feminism 9, la Fiera nazionale dell’editoria delle donne, è stata annunciata  il 12 febbraio, giornata in cui la comunità internazionale ricorda una delle piaghe più drammatiche dei conflitti armati: l’impiego di bambini e bambine come soldati. Con il tema di questa edizione, l’Ambiente, si crea un collegamento simbolico che sottolinea come le battaglie femministe e i diritti dell’infanzia siano intrinsecamente connessi nella lotta contro tutte le forme di violenza e sopraffazione anche nei confronti dell’ecosistema. 

La Giornata internazionale contro bambinə soldatə 

Il 12 febbraio commemora la firma, nel 2002, del Protocollo opzionale alla Convenzione sui diritti dell’infanzia sul coinvolgimento dei minori nei conflitti armati (OPAC). Questo rappresenta una vittoria storica per i diritti dei minori, sancendo l’innalzamento a 18 anni come età minima per il reclutamento forzato e la partecipazione diretta alle ostilità. 

Una ricorrenza che assume un significato ancora più urgente in un momento storico come il nostro, segnato dalla moltiplicazione delle guerre: secondo un rapporto di Save The Children (Stop the war on children: Security for Whom?) non è aumentato solo il numero di minorenni nelle zone di guerra, ma sono aumentate anche le gravi violazioni contro bambini e adolescenti nei conflitti, pari, lo scorso anno, a 41.763. Un aumento del 30% rispetto al 2023, che già rappresentava l’anno record da quando sono iniziate le rilevazioni, e circa il 70% in più rispetto al 2022. 

Strappati alle famiglie, privati dell’istruzione e dell’infanzia, quest3 bambin3 subiscono traumi irreversibili: costretti a uccidere, utilizzati come spie, corrieri o scudi umani, e le bambine sono spesso vittime anche di violenza sessuale. La loro esistenza viene resa “sacrificabile” da logiche di potere che non risparmiano nemmeno i più vulnerabili. 

L’ambiente come orizzonte politico femminista  Ed è proprio contro queste logiche di violenza che si muove Feminism 9: “Creature di un unico Mondo. Ecologie, Libri, Voci” non è solo il titolo dell’edizione 2026, ma una vera presa di posizione politica che riconosce l’interdipendenza come condizione fondamentale del vivere contemporaneo. L’emergenza climatica, le guerre, le devastazioni ambientali, le migrazioni forzate: tutti fenomeni interconnessi che rivelano come la violenza contro i territori e quella contro le persone, in particolare donne, bambinə e popolazioni marginalizzate, siano facce della stessa medaglia. Le guerre non producono solo massacri umani, ma anche devastazioni ecologiche; la conflittualità tra nazioni ostacola la ricerca scientifica e impedisce l’adozione di provvedimenti efficaci per contrastare la crisi climatica. 

 L’editoria femminista come strumento di resistenza In questo scenario, l’editoria femminista e indipendente si presenta come mezzo critico e trasformativo. Da oltre quarant’anni, case editrici, collettivi, autrici, traduttrici e studiose hanno costruito spazi di narrazione alternativi, capaci di interrogare e scardinare le logiche dominanti. I libri diventano luoghi di attraversamento e alleanza; le voci si fanno strumenti di resistenza simbolica e materiale contro le logiche patriarcali, coloniali ed estrattive. Quella stessa mentalità estrattiva che riduce i territori a risorse da sfruttare è infatti la stessa che rende sacrificabili le vite umane. 

Il programma della Fiera  Feminism 9 si svolgerà dal 27 febbraio al 2 marzo 2026 alla Casa Internazionale delle Donne di Roma, nel quartiere Trastevere, sede simbolo delle lotte femministe. Il programma, articolato in dialoghi, focus tematici, dediche e presentazioni, si concluderà con una giornata dedicata al mondo della scuola, ricollengandosi alle tematiche della ricorrenza del 12 febbraio. Nella convinzione che sia soprattutto tra le nuove generazioni che si fa strada la certezza di un’interdipendenza radicale e di una responsabilità condivisa. Madrine dell’edizione 2026 sono Laura Pugno, scrittrice e poeta la cui ricerca indaga le soglie tra umano e non umano, ed Elena Gagliasso, filosofa della scienza impegnata nell’analisi critica dei saperi scientifici e nella riflessione sull’etica della complessità.  

Lo Spazio Libri sarà curato, come da tradizione, dal Centro Giovani Zalib, confermando il format che negli anni ha reso l’evento un punto di riferimento nel panorama culturale italiano. Feminism 9 invita dunque a riconoscerci come creature di un unico mondo, radicalmente interdipendenti e responsabili, e a immaginare – attraverso l’editoria e il pensiero femminista – forme di vita e di convivenza più giuste, sostenibili e solidali. Perché la lotta contro bambin3 soldato e quella per la giustizia ambientale sono, in fondo, la stessa battaglia per un mondo in cui nessuna vita sia considerata sacrificabile. 

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