25 Apr 2025

Il nostro sobrio 25 aprile

Il nostro sobrio 25 aprile

FactoryA è giovane, la collettiva è apparsa da poco. Da un anno appena.
Ma vuole libertà: dei generi, delle culture, dei territori.

Immagina una costituzione globale del linguaggio, senza più confini e senza paura di inventare un lessico nuovo, riscrivendo la Storia con le tante storie individuali e collettive che ci hanno attraversato e che continuano a farlo.
L’importante è saper cercare, in qualunque ambito.

Guerra. Se cerchi donne che scrivono di guerra trovi donne che scrivono di cooperazione, di ricostruzione. Non produttrici di morte ma le protagoniste che ripuliscono il campo.

Violenza. Se cerchi bene, oltre a storie infinite di violenze subite, anche le storie di reti e di risorse collettive per “pensare quello che non è ancora stato pensato”. Non strategie per portare a casa la pelle ma parole e numeri per descrivere gli assassini e i violenti.

Denaro. Se cerchi donne che ne scrivono le trovi. È ti dicono che è quello manca da sempre e si porta via l’autonomia, la libertà. Qualche volta la vita. Perché le donne vengono pagate meno e peggio.

E ancora, se cerchi formazione trovi scuola, che è stata il luogo per defascistizzare il paese, come lo è oggi per fascistizzarlo di nuovo, con il grande compromesso da sempre: mandare le donne al lavoro senza sottrarle alla cura.

Per tutto questo scegliamo noi le nostre parole: autodeterminazione per essere fuori dagli stereotipi dicendoci che i ruoli ce li scegliamo noi e sono nomadi.
Intersezionalità è parola nostra e viva. Significa alleanze contro le oppressioni comunque, ovunque, con chiunque si manifestino.
FactoryA è tanti pensieri scorretti, che non vogliamo correggere.

Buon 25 Aprile, sempre

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