Attacco alla Storia
nei libri (di testo)

INDICI PARITARI lancia un appello contro le derive autoritarie all'editoria scolastica. Da sottoscrivere

Attacco alla Storia nei libri (di testo)
attacco ai libri di testo

04 Settembre 2025

I libri di testo sono strumenti di lavoro, risorse per la didattica che gli/le insegnanti scelgono di adottare, all’interno di un ventaglio di proposte, alla fine dell’anno scolastico. Fanno parte del bagaglio di ogni student*, a volte amati, talvolta odiati se associati ad una disciplina che si ritiene poco interessante.

Secondo la normativa vigente è compito dei/delle docent* “scegliere, adottare e utilizzare delle metodologie e degli strumenti didattici, ivi compresi i libri di testo”. La proposta di ogni singol*docent*va poi presentata al consiglio di classe e infine al collegio dei docenti che delibera le adozioni per l’anno scolastico successivo. Sembra ovvio quindi che la scelta del manuale sia uno dei compiti caratteristici della funzione docente, parte integrante del progetto didattico e strettamente connesso alla libertà d’insegnamento garantita dall’articolo 33 della Costituzione.

Eppure è recente la notizia di un grave attacco da parte di alcuni esponenti dell’attuale maggioranza ad un libro di storia, il terzo volume di Trame nel tempo. Dall’occidente ad oggi, manuale per la scuola secondaria curato da Colombi, Ciccopiedi, Greppi (Laterza 2025), accusato di contenere passaggi ideologici e offensivi nei confronti del partito FdL. È intervenuto anche il Ministro dell’Istruzione e del Merito chiedendo all’Associazione Italiana Editori (AIE) una verifica circa la correttezza delle informazioni e dei fatti storici.  L’autore e la casa editrice hanno rivendicato e confermato quanto scritto nel testo e parlato di censura e violazione della Costituzione. Nel momento in cui si scrive un manuale di storia si parte naturalmente dalla ricerca delle fonti e dal vaglio accurato delle stesse, fonti iconografiche, documentarie e storiografiche, di solito riportate o citate nel testo stesso, non trovano spazio quindi informazioni sommarie o prive di fondamento, non sono né possono essere frutto dell’opinione politica di chi scrive, come vorrebbe invece far credere la polemica montata ad arte da membri del governo, per screditare alcuni /e storici/che e case editrici e magari condizionare indirettamente le scelte dei/delle docent*. Non è nuova questa modalità di agire, dal momento che l’idea di scuola che questo governo sta cercando di restaurare si basa su un modello autoritario, legato ad una trasmissione nozionistica della cultura, dove non c’è spazio per il dissenso nè per nuove narrazioni e punti di vista liberi da pregiudizi e stereotipi. La riscrittura dei libri di testo, in particolare di quelli di storia, fa parte di questo progetto.

Il ministro ha quindi effettuato una richiesta incomprensibile e pericolosa, in primo luogo perché non attiene alle competenze dell’AIE verificare i contenuti di un manuale, inoltre perché i libri di testo vanno scelti dai/dalle docent* in base alla loro validità ed efficacia e non perché graditi al governo in carica. Preoccupa l’ingerenza del ministro e l’intimidazione esercitata in un momento in cui le case editrici si trovano ad affrontare grandi cambiamenti a causa della pubblicazione delle nuove indicazioni nazionali per il primo ciclo, un tentativo neanche troppo velato di imbrigliare il pensiero critico e la libertà d’insegnamento.

Un proposito inquietante che va ad intaccare i principi di una scuola pubblica e democratica che ha il compito di valorizzare tutte le differenze e contribuire alla formazione del pensiero critico delle nuove generazioni.

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La normativa a cui si fa riferimento

(art. 4 del D.P.R. 275/99)

Anche per questo motivo, per evitare derive autoritarie, l’associazione INDICI PARITARI-APS invita a sottoscrivere il seguente appello rivolto alle case editrici scolastiche:

https://shorturl.at/d7bPv






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