Massimo Cacciari
e la rimozione di Maria

Massimo Cacciari, filosofo, vorrebbe che Maria, la madre di Gesù, tornasse a essere icona della cultura europea. Peccato, come ci ricorda Luisa Accati, che sia la quintessenza del maschilismo.

Cacciari e la rimozione di Maria
madonnina

08 Dicembre 2024

Dopo aver dedicato più di 30 anni a studiare e insegnare all’Università il controllo esercitato sulle donne dalla Chiesa cattolica attraverso l’icona della Madonna, mi trovo perplessa di fronte a un’intervista rilasciata da Massimo Cacciari a Anna Giurickovič Dato su Domani del 14 novembre 2024.

“Come è possibile che la cultura europea – che nella sua arte ha saputo creare questo simbolo straordinario di donna…–abbia assunto tratti tanto maschilisti?” si chiede Cacciari. A me sembra chiaro che l’Europa non la poteva e non la doveva certo assumere in primo luogo perché la Madonna è una metafora della Chiesa cattolica e l’Europa è un progetto politico laico e non religioso, in secondo luogo se l’avesse assunta avrebbe introdotto un’immagine che è la quintessenza del maschilismo. Infatti Maria, la madre per eccellenza, è un’immagine interamente costruita da teologi, per norma solo uomini, ed è stata dipinta solo da uomini che peraltro non la potevano rappresentare come desideravano ma secondo rigidi dettami iconografici ecclesiastici. Tiziano, Veronese e soprattutto Caravaggio hanno avuto dei problemi seri nel rappresentarla (con tanto di esclusione dalle chiese) a causa dell’autorità ecclesiastica.

Perché gli ecclesiastici creano fra XII e XVII secolo una immagine femminile? Questa icona simbolica ha il preciso scopo di trasferire il potere sulla vita dalla madre al figlio, una madre non è un soggetto autonoma, una madre è una donna (soggetto autonomo) determinata dal figlio. Nessuna donna nasce madre, lo diventa grazie al figlio. Mettere la madre non la donna al centro è un modo per passare il potere sulla vita dalla donna al figlio, da Maria a Cristo e alla sua Chiesa che appunto assume il materno (la madre-Chiesa) come cifra del controllo sui fedeli: la Chiesa contiene i fedeli come la madre contiene i figli, in assenza del padre umano. Il personaggio cancellato è il padre (Freud non inventa nulla, trova quel che c’è). La sempre Vergine al contrario delle madri naturali non vergini rappresenta la Chiesa cioè un gruppo di uomini identificati con il ruolo di figli, cioè non identificati con il padre: un’istituzione maschile che per avere la supremazia sul materno (sulla capacità di contenere) rinuncia alla paternità naturale e assume la mediazione con la paternità divina. Si tratta di figli, solo figli (né mariti, né padri) sposi della madre fin dal primo istante del concepimento della madre.

Non c’è una figura di queste dimensioni nell’ebraismo dice Cacciari. In realtà Eva è una figura altrettanto fondamentale, Eva seduce Adamo e fa partire la società dal rapporto consensuale uomo-donna, invece del rapporto necessario madre-figlio della gravidanza. Ripeto il personaggio rimosso fra ebraismo e cristianesimo è il padre, non la madre.

“La Maria di cui parlo è presente nelle icone della pittura europea occidentale, ma nonostante questo, non è mai stata al centro del mondo europeo e cristiano” afferma Cacciari La Cristianità dal XII al XVI secolo si fonda proprio su due figure di uguale importanza: Maria e Cristo, Madre e figlio. Saranno i protestanti nel ‘500 a rompere questa rappresentazione e non c’è dubbio che anche la laicità, a maggior ragione, per fortuna, fa passare in secondo piano il papa e la Chiesa cattolica. Non avremmo mai avuto la legge 194 che riconosce alle donne la possibilità di dira sì o no alla maternità se questo ridimensionamento laico non fosse avvenuto.

“Evitiamo il rapporto con l’altro” conclude Cacciari. Ha veramente molta ragione Cacciari di dirlo, ma nello stesso momento in cui lo afferma, pur parlando di un’icona femminile, lo formula al maschile “rapporto con l’altro” invece di “rapporto con l’altra”. C’è un’evidente reticenza, malgrado le buone intenzioni, a riconoscere che non tutto può essere ridotto a uno (a Cristo). Esiste un soggetto altro irriducibile a uno, un’altra. Per una donna un uomo è altro da sé, per un uomo una donna è altra da sé come ben mostrano Eva e Adamo.





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