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Navi Pillay
STUPRO
Siamo tutt3 Jane Doe
Le città che pretendiamo
Bussole per orientarsi nel conflitto urbano globale: alcune letture contro il patriarcato urbanistico che cementa le piazze e cancella le vite
L'Ottobre francese
Tutto il mondo è paese: classi pollaio, strutture fatiscenti, pressione scolastica assurda, disinvestimenti, precarizzazione del corpo docente. E le disuguaglianze di genere aumentano. Ma in Francia qualcunx protesta. Un'utile cronaca di Francesca Sensini
Il potere di narrarsi
Che lo sguardo cada sui droni di Naza, sui faldoni di Epstein, sui femminicidi, la faglia etica che trasforma i corpi violati in una questione burocratica è sempre eteropatriarcale: dall'uso di Lavander – la IA che decide chi vive e chi muore a Gaza – al ddl Consenso, viaggio nell’ecogeobiopolitica della violenza che manipola il discorso e definisce la gerarchia dei corpi
Mediche e medici
non sono agenti della repressione
In un mondo sempre più disumano, si vorrebbe colpire chi da anni si batte pubblicamente perché emergano le condizioni di vita delle persone migranti rinchiuse dentro dei lager di Stato. I Cpr vanno chiusi perché sono istituzioni totali e patogene, che fanno ammalare e financo morire le persone rinchiuse
Saccheggio coloniale
La resistenza parte anche dal post-museo di Françoise Vergès, protagonista della sezione CLASSE della rassegna SHORT THEATRE di Roma 2026, curata da Silvia Bottiroli, Ilenia Caleo, Silvia Calderoni, Michele Di Stefano
La linea del colore
Impedire ad alcuni bambini di diventare «troppi», invece di sottrarre i diritti alla scarsità. L'ossessione politica di Meloni per hijab e "stranieri" nella scuola. La risposta, a sinistra, non può essere una soglia più umana di una questione posta dalla destra, ma deve essere un’altra idea di società
Ritorno al focolare
Tra estetica, narrativa e progetto poli
Dall’estetica tradwife e MAGA al romanzo Yesteryear, fino alle convention americane e alla proposta di voto ponderato di Futuro nazionale: un filo ideologico comune attraversa estetica, cultura pop e proposte legislative. Non si tratta di nostalgia, ma di un progetto preciso: spostare la rappresentanza politica dalla persona alla famiglia, riducendo la cittadinanza delle donne a un attributo del nucleo domestico anziché un diritto personale