Familia.
Dal possesso
all’autodeterminazione
Educare alle differenze X edizione, Roma 29 settembre 2024. Parte I - Dai servi viventi sotto uno stesso tetto a parentela e affinità fino alla sua capitalizzazione socio-economica, da sempre sottoposizione a un capo Famiglia è un concetto nomade che che sta ad indicare la natura storico-sociale dei modi di intendere generazione, sessualità, potere. E che può essere «parentela» solo nella reciprocità del legame tra viventi
29 settembre 2024, Roma
L’aria è quella rilassata e frizzante di una domenica diversa: da una parte noi insegnanti, noi operatrici, noi mediatrici, noi avventuriere portiamo la stanchezza della settimana appena trascorsa, dei viaggi, degli spostamenti, delle parole, che a tratti ci aliena, dall’altra dedichiamo una partecipazione entusiasta ai mondi che si costruiscono attorno a noi: laboratori, banchetti, assemblee, presentazioni di libri, bar, chiacchiere e pause pranzo. Ritrovarsi per constatare che non siamo sole, che al di là della propaganda, delle iniziative di legge che non condividiamo, delle spettrali prospettive future collettive c’è voglia di riemergere, di stringersi, di immaginare qualcosa di diverso e di non mentire sul reale. Il laboratorio che ho avuto la grande gioia di condurre per conto di Famiglie Arcobaleno si intitola Foto di famiglia e vuole essere un modo per riflettere sul concetto di famiglia, sulle sue contraddizioni normative e storiche, in ottica intersezionale e plurale, attraverso il mezzo e il canale della letteratura. L’aula comincia lentamente a riempirsi, il cerchio di sedie si anima. Ci presentiamo, nomi, pronomi, mestieri e altre informazioni che riteniamo di condividere. Il lavoro si dividerà in tre parti, nella prima fornirò degli spunti teorici sul tema attraverso i libri di chi in modi diversi se ne è occupato/a, nella seconda a piccoli gruppi si sceglierà una lettura da una rosa di possibilità, nella terza ed ultima parte ciascun libro fornirà la foto di famiglia che emerge dalla lettura. Questo racconto vuole essere dunque una raccolta di spunti bibliografici che può essere rimaneggiata, modellata, presa in considerazione in modi diversi e al bisogno trasferita nel lavoro didattico con la fascia d’età a cui si riferisce: 15/18 anni.
Smontare un’immagine univoca ed ideologica del concetto di famiglia con gli strumenti della didattica e della ricerca è semplice. Basta cominciare con il dizionario, alla ricerca del termine: famiglia. Mi servo di quello on line della Treccani, che riporta innanzitutto l’etimologia del termine: “dal lat. famĭlia, che è voce italica, forse prestito osco, e indicò dapprima l’insieme degli schiavi e dei servi viventi sotto uno stesso tetto, e successivamente la famiglia nel significato oggi più comune”. A seguire le definizioni che sono almeno di cinque categorie, dalla più generica comunità umana, diversamente caratterizzata nelle varie situazioni storiche e geografiche, ma in genere formata da persone legate fra loro da un rapporto di convivenza, di parentela, di affinità (…) che costituisce l’elemento fondamentale di ogni società, essendo essa finalizzata, nei suoi processi e nelle sue relazioni, alla perpetuazione della specie mediante la riproduzione. Alla famiglia cosiddetta nucleare, gruppo sociale caratterizzato dalla residenza comune, dalla cooperazione economica, e dalla riproduzione, a quella ristretta, o estesa, a quella patriarcale, monogamica o poligamica, a quella matriarcale e poliandrica.
Famiglia può essere il complesso delle persone che si riconoscono discendenti da un antenato comune. Nel medioevo il complesso dei non liberi che abitavano su terre altrui ed erano soggetti alla potestà del medesimo padrone; per estensione un gruppo o comunità di persone che hanno tra loro vincoli o rapporti di affinità, anche ideale, o che sono associate da interessi o finalità comuni, o che svolgono socialmente determinate attività politiche, economiche, religiose. Infine gruppi con un significato strettamente tecnico come le famiglie di strumenti musicali. Una campionatura sufficientemente ampia da riconoscere e comprendere ciò che Chiara Saraceno indica bene nel suo: L’equivoco della famiglia quando spiega la natura storico-sociale dei modi di intendere la generazione e la sessualità “che sono alla base della capacità di alleanze tra individui” e che sono soggette a molteplici e continue trasformazioni culturali.
Fa una certa impressione per esempio andare alla ricerca delle origini e degli usi del termine nell’antica Roma con la guida di Eva Cantarella. In Dammi mille baci. Veri uomini e vere donne nell’Antica Roma la storica chiarisce che: “quello che accomunava i membri di una familia romana non era un legame di parentela, affinità o affetto. Era la comune sottoposizione a un capo, che esercitava il suo potere, oltre che sui componenti di stato libero del gruppo (figli e figlie, nipoti e pronipoti, moglie e mogli dei discendenti), anche sugli schiavi. E per parecchi secoli i poteri su figli e schiavi non furono molto diversi, nei contenuti.” Difficile non credere che un’istituzione sociale e politica così salda nei secoli come quella della familia romana, che da gruppo di individui si trasferiva facilmente alla dimensione imperiale, non abbia costituito l’ispirazione e il modello (come in molti altri ambiti del resto) dello Stato fascista che in Italia considerava la patria potestà un potere centrale dell’uomo sui figli e sulle mogli. Un modello messo in discussione nei suoi fondamenti solo dalla riforma di famiglia del 1975 che sostituisce alla patria potestà un potere genitoriale condiviso e dalle più recenti conquiste di legge in termini di diritti delle donne ed uguaglianza di genere, che rappresentano tuttavia un percorso mai realmente concluso e libero da minacce.
Angela Balzano in Per farla finita con la famiglia racconta parte di questo percorso di controllo sui corpi, di medicalizzazione e capitalizzazione dello Stato-nazione, per abbracciare le posizioni più radicali e rivoluzionarie dell’eco transfemminismo di Donna Haraway che invita a generare parentele più che popolazioni, insistendo sui legami tra le creature piuttosto che sulla riproduzione. E su una scia molto vicina Michela Murgia nella penultima pubblicazione postuma, Dare la vita, contrappone ai modelli biologisti e consanguinei di famiglia quelli democratici e pluralisti che sostituiscono alla biologia l’affidabilità e alla riproduzione il concetto di moltiplicazione.