Gli svedesi lo fanno meglio

Come un'educazione affettiva e sessuale di stampo nordico può cambiare il nostro Paese (in meglio)

Gli svedesi lo fanno meglio
Restivo_glisvedesilofannomeglio

17 Luglio 2025

Scrivere Gli svedesi lo fanno meglio è stato un gesto d’amore, ma anche un atto politico. L’amore è quello per le nuove generazioni, per chi sta crescendo in un’Italia che fatica ancora a parlare apertamente di sessualità, consenso, piacere, corpo. L’atto politico è stato invece quello di rompere un silenzio, prendere parola e provare a spostare l’asse del dibattito: dell’allarmismo ai dati, dai tabù alle proposte concrete.

Il libro nasce dalla volontà di colmare un divario culturale profondo tra l’Italia e paesi come la Svezia, che ha introdotto l’educazione sessuale obbligatoria nel 1955. Un confronto che non vuole essere un esercizio di esterofilia, ma una chiamata all’evoluzione. Ho sentito l’urgenza di portare in primo piano un modello educativo che funziona, e soprattutto di raccontare perché da noi manca. Perché, in Italia, l’educazione sessuale continua a essere percepita come un vezzo, un rischio, qualcosa da tenere fuori dalle scuole invece che dentro le aule e le relazioni.

Attraverso dati, esperienze personali, analisi politiche e aneddoti, cerco di restituire una fotografia onesta ma non rassegnata. Parlo dei danni provocati da un’educazione negata, dalle fonti distorte, pornografia, social media, retaggi culturali e della confusione che tutto questo genera nei più giovani. Cito ricerche come quelle della Fondazione Libellula, che mostrano come molti adolescenti non sappiano riconoscere forme di abuso emotivo o non comprendano il significato profondo del consenso.

Propongo: dal rendere obbligatoria l’educazione affettiva e sessuale, alla formazione dei docenti, fino all’idea di sostituirla, in alcuni casi, all’ora di religione. Il titolo è volutamente provocatorio. Vuole attirare, far sorridere, ma anche stimolare una riflessione. Non è che davvero “gli svedesi lo fanno meglio”? Forse sì, se per “farlo meglio” intendiamo costruire un sistema educativo che forma cittadini e cittadine più consapevoli, più liberi, meno soli.

Gli svedesi lo fanno meglio è un primo passo. Un’introduzione, una scintilla. Non ha la pretesa di essere esaustivo, ma quella, forte e ostinata, di aprire un varco. È un invito a non accontentarsi, a ripensare il nostro rapporto con il corpo, il piacere, l’altro. A riconoscere che l’educazione sessuale non è un lusso, ma un diritto. E che parlare di sesso non rovina l’innocenza: la protegge.






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