La danza indecente
dei "maiali"

8M. Le FEMEN irrompono al Louvre con una danza contro l'oscenità del plutopatriarcato

La danza indecente dei “maiali”
8M Femen al Louvre contro lo scandalo Epstein

10 Marzo 2026

Parigi, 8 marzo. Mentre la capitale celebrava la Giornata internazionale dei diritti delle donne, un gruppo di 25 attiviste di FEMEN ha trasformato uno dei luoghi simbolo della cultura europea in una scena di protesta politica. Nel pomeriggio, le militanti sono entrate nel Museo del Louvre e hanno dato vita a una performance inattesa: una versione remixata e militante del celebre Ballo del Qua Qua, in francese “Danse des canards”, reinterpretata in chiave femminista e satirica per denunciare le complicità e le zone d’ombra che circondano il caso Jeffrey Epstein.

La scelta del luogo non è stata casuale. L’azione si è svolta nel punto in cui circola una fotografia che ritrae l’ex ministro della cultura francese Jack Lang insieme a Epstein, un’immagine che negli ultimi anni è tornata più volte nel dibattito pubblico sulle relazioni tra élite politiche e l’imprenditore statunitense, morto nel 2019 mentre era in attesa di processo per traffico sessuale di minori.

Maschere, vecchi collant utilizzati come oggetti di scena e torsi nudi con slogan dipinti sulla pelle, con i nomi del “team Epstein” sulla (nostra) pelle: la coreografia improvvisata ha trasformato per alcuni minuti il luogo iperturistico in uno spazio di agitazione politica. La colonna sonora della performance – realizzata con la collaborazione del musicista Edgar Sekloka – prende di mira quella che le attiviste definiscono la “rete di complicità” intorno a Epstein e ad altri uomini di potere coinvolti o citati nell’inchiesta. La sicurezza del museo è intervenuta rapidamente, chiedendo alle attiviste di interrompere la performance e di scendere dalla loro improvvisata “scena”. Il gruppo, tuttavia, è riuscito a continuare a ballare fino alla fine della canzone, tra lo sguardo sorpreso dei visitatori e gli smartphone puntati sulla scena. All’uscita dal museo, nei pressi del Conseil d’État, la situazione si è fatta più tesa: la polizia è intervenuta e una delle attiviste è stata immobilizzata con forza prima di riuscire a divincolarsi. A documentare l’azione c’era anche il giornalista Rémy Buisine, che ha seguito la protesta e che, durante l’intervento delle forze dell’ordine, è stato fermato e controllato prima di mostrare la propria tessera stampa.

Per le attiviste di FEMEN, l’obiettivo era chiaro: utilizzare uno spazio istituzionale e altamente simbolico come il Louvre per denunciare ciò che definiscono il doppio standard delle istituzioni. Da un lato, spiegano, la rapidità con cui si mobilitano sicurezza e polizia contro azioni femministe pacifiche; dall’altro, il silenzio o l’imbarazzo quando si tratta delle relazioni tra figure di potere e uno dei più grandi scandali di sfruttamento sessuale degli ultimi decenni. I media gridano allo scandalo mediatico, ma la danza indecente dei “maiali” continua, avvolta nella prescrizione e nell’opacità.

L’oscenità non è nei corpi delle FEMEN, che sfilano addobbati di vecchi cazzi ripugnanti, ma nel sistema in cui le violenze sessuali sono un privilegio di classe, in un mondo in cui i dominanti non cadono mai, in cui la giustizia si ferma alle porte del potere. In questo senso, la performance – volutamente provocatoria, rumorosa, oscena e ironica – si inserisce nella tradizione delle azioni spettacolari del collettivo: interventi brevi, mediatici e altamente simbolici pensati per rompere la normalità degli spazi pubblici. E se un museo prestigioso come il Museo del Louvre entra in fibrillazione per degli slogan diretti, scritti sulla pelle nuda, e per una danza improvvisata, suggeriscono le attiviste, forse è anche perché certe domande – ancora oggi – continuano a creare grande disagio a società ipocrita.

 

Dice il collettivo:

“Con questa danza potente che prende di mira i potenti, #FEMEN affermano che il potere siamo noi.

Che la rivoluzione #MeToo non è finita.

Se i loro cazzi abusano i nostri corpi, questi stessi corpi hanno il potere di rivoluzionare il mondo”.

I NOSTRI SENI FANNO INCAZZARE GLI STRONZI, I PERVERTITI, I RAZZISTI E I PEDOFILI IN GIACCA E CRAVATTA.
https://www.google.com/url?q=https://www.estrepublicain.fr/videos/une-action-des-femen-a-paris-pour-denoncer-l-affaire-epstein-et-impunite-des-elites-3u3rv0q%3Fplaylist%3Dqls5zz&sa=U&sqi=2&ved=2ahUKEwit69qk7JCTAxUeVKQEHdYaOncQ0PADKAB6BAhUEAE&usg=AOvVaw39NhMcoM3DYRHXFwSmpAio






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