Leggenda e legende

Trent'anni della rivista femminista Leggendaria che viene da Noi Donne

LEGGENDA E LEGENDE

04 Aprile 2025

170 numeri, quasi 30 anni di pubblicazioni, una vicenda in continuo divenire quella della rivista Leggendaria. Libri Letture Linguaggi. Festeggeremo il trentesimo compleanno con un fascicolo super-speciale a fine 2025, senza dimenticare i 10 anni di storia pregressa, quando la rivista “legendaria” – testata tutta minuscola e con una sola “g” – era un inserto del mensile noidonne. Un inserto nato da una necessità, oltre che da un desiderio: quello di fare della cultura delle donne uno spazio in piena evidenza, illuminato dalle crescenti iniziative culturali e editoriali che gli anni Ottanta stavano producendo nell’incontro-scontro tra la tradizione emancipazionista e il femminismo.

Prima 4 pagine, poi 16, poi 32… la piccola legendaria viaggiava nella pancia della sua rivista-madre: anzi, nel suo marsupio, oramai separata ma ancora al calduccio, così “cangurata” respirava da sola con una sua mini-redazione.  Ma fatalmente, il pubblico delle due – la readership, come si direbbe in termini tecnici – si andava differenziando fino a consigliare la separazione. Nasce così Leggendaria – che mantiene il doppio riferimento alla legenda utile a decodificare una mappa, e alla leggenda da sfatare: quella di un mondo privo di donne leggenti, pensanti, scriventi…

Nuova grafica, nuovo formato: siamo nel marzo 1996, il primo numero “Buio sulla politica” esce anche grazie al generoso contributo di manifestolibri, ma ben presto la creatura vola da sola. Cercando, e spesso trovando, soluzioni rocambolesche per restare viva e mantenere le scadenze di uscita (6 numeri l’anno) concordate con le Messaggerie tramite la Iacobelli editore. La rivista viaggia nelle librerie e per abbonamento. La redazione è tutta di volontarie, il pro bono è uno stile di vita, certo spericolata, e una scelta politica, sicuramente ostinata ma bisogna pur pagare la carta, la stampa, le spedizioni, i viaggi, le attrezzature e la cancelleria, un minimo di segreteria…

Un decennio di salti mortali, mentre l’introduzione e poi l’estendersi dei social media “uccide” letteralmente e spesso silenziosamente molte testate, anche storiche, anche prestigiose, anche militanti; ma intanto ne fa nascere altre on-line a ritmo vertiginoso. Passaggi di meteore in alcuni casi; altre invece si consolidano e, sparite quelle cartacee dalle librerie maggiori (quelle “di catena”), fanno ormai parte a pieno titolo del panorama culturale e dell’offerta editoriale nostrana. Alla svolta del primo decennio del nuovo millennio anche tra le “leggendarie” si comincia a pensare ad una edizione elettronica (in Pdf) da affiancare a quella cartacea: il progetto si realizza in breve – e la speranza, sussurrata a bassa voce – è che la famosa readershipfinisca per scegliere la più comoda versione elettronica in modo da ridurre, almeno in parte, i costi di carta e stampa. Ma non c’è stato nulla da fare: le lettrici e i (non così pochi) lettori di Leggendaria continuano, ancora oggi, a preferire la carta – con il suo odore, la sua consistenza, le sue immagini ben scontornate – uno zoccolo duro resistente ad ogni lusinga anche da parte di chi ha librerie casalinghe stracolme di libri e cronica mancanza di spazio sugli scaffali. La scelta, indotta dalle lettrici, allora diventa quella di diminuire un po’ il numero di pagine (che in alcuni numeri era arrivato anche a 100) e di renderla se possibile più bella: dal rigoroso bianco e nero, illuminato da tocchi di giallo, al colore non solo in copertina ma in tutte le pagine.

Il percorso della rivista è punteggiato di numeri “memorabili”; la serie di “cartografie”, dedicati a singoli paesi; i numeri bilingue portati all’estero (Perù, Sudafrica) in occasioni di fiere del libro, dedicati all’Italia; un numero speciale sulle Italiane d’America, pensato e realizzato in stretto contatto con la comunità italo-americana negli Stati Uniti, e così via. Oltre due anni di “affiancamento” delle donne abruzzesi dopo il terremoto del 2009 sotto il titolo di “TerreMutate”. E poi: un favoloso n. 100 (maggio 2013), presentato e diffuso con una grande festa di parole e musica. Un altrettanto favoloso intero fascicolo dedicato a Jane Austen nel bicentenario della morte (2017), accompagnato da una messa in scena teatrale con la regia di Loredana Rotondo. Un numero specialissimo per festeggiare i 25 anni di pubblicazioni (2021) in piena pandemia da Covid-19.

Intanto la rivista contribuiva significativamente alla nascita di “Feminism”, la Fiera dell’editoria delle Donne, giunta nel 2025 alla sua ottava edizione. Nel post-pandemia, dopo due numeri dedicati a “Paura” e “Vuoto” – segnali di grandi, ma più che giustificate, inquietudini – per rispondere alle crescenti nuove domande, ancora una volta la redazione allargava il suo sguardo a temi di crescente attualità: tornando in più riprese sulla guerra – scoppiata in Ucraina e deflagrata in Medio Oriente – centrando l’attenzione sull’ambiente, l’antispecismo, l’Intelligenza Artificiale; e poi, negli ultimi numeri, interrogandosi sullo scontro innescato dal cosiddetto movimento woke fino ai problemi delle città, sempre più affollate ma anche sempre più incubatrici di solitudini.

La formula resta però la stessa: partire dai libri – ma anche dal cinema, dall’arte, dall’immaginario che inventa pratiche originali e intergenerazionali – per parlare di tutto tenendo ben  fermo lo sguardo delle donne. Nell’avvicinarci al nostro 30esimo compleanno, parleremo anche delle clownesse, rivendicando il nostro diritto alla gioia, e delle donne nello sport, fenomeno che ha aspetti ormai mitici.






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