Ordine patriarcale
e controllo dei corpi
La sacralità della vita è il loro inganno, vogliono contraltare le scelte e gli immaginari, sono scaltri e ben finanziati. Nemici dell’autodeterminazione delle donne e delle soggettività non conformi
Negli ultimi anni, hanno guadagnato crescente visibilità e influenza, soprattutto in Usa, Europa e Italia, i cd. pro life, veri e propri gruppi politici ultra conservatori di destra con collegamenti internazionali e molti fondi a disposizione, che portano avanti un’agenda politica precisa e reazionaria con lo scopo di ristabilire un presunto «ordine naturale» delle cose. Questi non si limitano a promuovere campagne contro l’aborto, i diritti riproduttivi, l’eutanasia, di negazione del cambiamento climatico e dei danni che produce, ma attivano lobby per influenzare politiche e legislazioni in materia.
Non lasciamoci ingannare: la sacralità della vita, è tutt’altro che universale per loro. Ignorano guerre, stragi di migranti, morti sul lavoro, femminicidi (derubricati a «gesto estremo» causato dall’abbandono della «propria donna»). Sono ideologici restauratori dell’ordine patriarcale e considerano, invece, vita quella dell’embrione e quella di chi vi rimane attaccatə grazie alle macchine. Sono rappresentati, qui li sostiene la Lega, il Ministro dell’Istruzione e il presidente della Camera (un ruolo chiave lo hanno avuto organizzazioni neo fasciste come Forza Nuova nel ruolo di pontieri tra questi movimenti e i partiti come Lega e Fratelli d’Italia). Sono scaltrissimi e ben finanziati. Qualcunə ha presente le campagne pubblicitarie contro l’aborto, che ogni tanto tappezzano le nostre città simulando la grafica di NUDM? Sono potenti.
Strenui nemici dell’autodeterminazione delle donne e delle soggettività non conformi, il loro obiettivo è il controllo dei corpi. In realtà siamo di fronte a movimenti no choice, anti scelta, con l’astuzia di definirsi pro vita o pro life per essere inattaccabili. Nessunə si definirebbe pro morte (bruttə assassinə cattivə), d’altronde. Fondamentalisti critici anche verso la Chiesa. Noi, che a Roma ci è morto il papa tra le mani, non abbiamo difficoltà a leggere le critiche a Bergoglio, che pure era piuttosto allineato con loro in tema di contraccezione, aborto, diritti LGBTQAI+, in un quadro strategico oltranzista. Non Ratzinger per Meloni, comunista per Milei, morto per mano di Dio (come tuttə le persone credenti azzarderei a ricordare) per la deputata trumpiana Green.
In Italia è attiva l’associazione “Scienza & Vita”, ben sostenuta dall’ala conservatrice radicale della Chiesa Cattolica, nata nel 2005 su spinta della CEI in occasione del referendum abrogativo della Legge 40 sulla PMA. È a lei che dobbiamo la propaganda dell’inesistente «teoria gender». Il leader del Family Day, Massimo Gandolfini, quello nominato dal Governo consulente del Dipartimento anti-droghe, membro del Movimento per la vita, convinto anti-gender, ne è esponente di «spicco».
L’orizzonte sociale immaginato, naturalmente, è squisitamente binario e i Due sessi non possono che essere complementari: eterosessualità obbligatoria, patriarcale, capitalista, suprematista bianca, con un ordine di ruoli gerarchicamente definito e un assai ristretto orizzonte di diritti.
Il nostro primo problema è che sono sottostimati. Questo deve essere ben chiaro, perché molti li pensano come gruppi marginali di bigotti con il rosario in mano, e non un pericolo per la società. Eppure basterebbe leggere le cronache statunitensi di questi giorni. Da anni si infiltrano nelle Istituzioni, grazie a queste sottovalutazioni, contaminando l’aria che respiriamo.
Sono la nostra Capitol Hill, ma non trinariciuti animali mitologici bensì omini in giacca e cravatta. Negli ultimi anni, c’è stato un lavoro di rielaborazione ideologica da parte delle destre, in particolare all’interno di Fratelli d’Italia, realizzato in collaborazione specialmente con l’Associazione Family Day e con Pro-Vita e Famiglia, (Prearo). La novità è che oltre all’attivismo anti-abortista e pro-life hanno introdotto nuovi ambiti di mobilitazione: contro l’ideologia gender, una visione per così dire “integrale” della difesa della vita (lotta contro la liberalizzazione delle droghe, contro le dipendenze di sesso, il gioco d’azzardo, ecc.).
La loro dimensione internazionale costituisce una vera e propria galassia. Nel nostro Paese si è tenuto a Verona nel 2023 il XIII Congresso Mondiale delle Famiglie, organizzazione estremista cristiana statunitense inclusa nella lista dei gruppi d’odio del Southern Poverty Law Center. A battersi contro il «nemico comune», il gender, dunque è attiva una forte rete strategica e finanziaria transnazionale.
Non è un caso, quindi, che nelle elezioni europee del 2019 i parlamentari contrari alla parità di genere, ai diritti sessuali e riproduttivi delle donne, all’educazione sessuale, ai matrimoni tra persone dello stesso sesso e alla Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne, fossero raddoppiati fino a raggiungere il 30% circa e poi, ulteriormente cresciuti nelle elezioni del 2024.
I gruppi che hanno sostenuto l’elezione del Presidente Trump, i MAGA, sono in maggioranza espressione di questa rete e le affinità del governo Meloni poggiano sulla crociata politica «anti woke». Nel resto del mondo questa rete è presente in molti paesi del continente africano o sud americano. Anche la vittoria di Milei in Argentina andrebbe letta anche in un’ottica restauratrice e sessista.
In sintesi l’Agenda di questi movimenti è rintracciabile nelle tre P: Parole, Popolo, Politica. Con l’incursione capillare nel discorso pubblico di espressioni mirate, questa propaganda sta conquistando persone che mai avrebbero assunto posizioni così radicali e conservatrici, et voilà il gioco è fatto. L’obiettivo di ingaggio riguarda principalmente, come potenziale bacino, I genitori delle scuole. I loro rappresentanti sono al potere. Le campagne d’odio sono appena cominciate. Alla base di alcuni dei fantasmi che alimentano i fascismi della nostra epoca ci sono le paure. Usando il gender, il woke, l’autodeterminazione, i migranti come catalizzatori di paura, minacce alla famiglia tradizionale, rendono accettabili scelte politiche impensabili fino a ieri (Butler). Una scorciatoia per i regimi autoritari, reazionari, patriarcali.
Moltissime sono le informazioni da raccogliere su questa galassia. Come mediaittiviste siamo impegnate a non distrarci.
Intanto ci sventolano una marcia per la vita il 10 maggio. Gli terremo gli occhi addosso.