“Quale genere di Scuola?” pratiche di resistenza in un manuale per genitori

Che cosa significa oggi essere genitori consapevoli, quando la Scuola viene attraversata da ideologie che vogliono ridefinirne ruolo e finalità? 

“Quale genere di Scuola?” pratiche di resistenza in un manuale per genitori

11 Maggio 2025

Come Cattive Ragazze abbiamo da sempre concentrato buona parte della nostra pratica al mondo della Scuola, ed è proprio da questa domanda che è nata per noi l’urgenza di costruire uno strumento pensato come una vera e propria guida, scaricabile gratuitamente dal nostro sito. Un manuale per comprendere come funziona la scuola, conoscere gli strumenti da mettere in campo per una vera e propria forma di Resistenza per contrastare la deriva reazionaria che sta colpendo anche la Scuola pubblica. Una “cassetta per gli attrezzi” per genitori che attraversano quotidianamente la scuola, per quelle persone che spesso si sentono marginali, disorientate, escluse da una partecipazione piena e consapevole. 

La guida esce il giorno in cui, per le strade di Roma, va in scena la Manifestazione nazionale per la Vita, una reunion di tutti quei soggetti e movimenti antiscelta che negli anni, attraverso ingenti finanziamenti, attività di lobbismo e un internazionalismo organizzato, sono riusciti a dettare l’agenda di governo soprattutto nelle politiche della scuola. Parliamo di un vero e proprio processo di ridefinizione ideologica della scuola, portato avanti attraverso decreti, linee guida e riforme che, sotto la soglia dell’attenzione mediatica, stanno trasformando la scuola pubblica in qualcosa di radicalmente diverso da ciò che la Costituzione ci ha consegnato. Dal “consenso informato preventivo” alle nuove Linee Guida, passando da revisioni silenziose delle Indicazioni nazionali e dal codice di comportamento degli insegnanti. 

Nulla è casuale, siamo difronte ad una strategia precisa, che in nome della cosiddetta “libertà educativa” tenta di ridurre la scuola a un contenitore svuotato, normato dall’esterno e sottoposto diktat culturali di minoranze sì, ma ben organizzate.

Da anni assistiamo al progressivo svuotamento dei luoghi della partecipazione alla vita scolastica da parte dei genitori, e di una crescente difficoltà a riconoscere la Scuola come bene comune. Uno svuotamento causato dalla fatica alla partecipazione e in parte dalla rinuncia da parte di soggetti politici e movimenti a riconoscere la centralità della lotta in difesa della scuola. Questo vuoto oggi viene occupato da soggetti organizzati, formati dai movimenti antiscelta, che raccontano, mistificando la realtà, di rappresentare la maggioranza delle famiglie. 

Ed è dentro questo scenario che nasce la necessità di una guida, uno strumento che non è neutro, pensato per chi intende abitare e attraversare la scuola non solo come spazio fisico ma come luogo della responsabilità comune, per chi si sente isolatɜ, per chi intuisce che qualcosa non va, ma non sa da dove cominciare. Uno strumento per orientarsi in una fase complessa e per costruire risposte collettive. All’interno della guida si intrecciano riflessioni teoriche sul senso della scuola pubblica, analisi sulle trasformazioni legislative in atto (dalle nuove Linee Guida, al consenso informato preventivo) e pratiche quotidiane di resistenza. 

Abbiamo immaginato questo strumento come una presa di parola collettiva, posizionata, e radicalmente inclusiva.

Comprendere l’urgenza di presidiare gli spazi della scuola significa riconoscere come sia diventata il luogo simbolico attraverso cui si cerca di costruire muri e ridefinire confini. L’offensiva reazionaria che colpisce l’educazione non è slegata da quella verso la salute riproduttiva, l’autodeterminazione, i diritti delle soggettività LGBTQIA+, la memoria antifascista. È un disegno coerente e strutturato. Noi sappiamo però che la Scuola è, per sua natura, uno spazio pubblico, laico, plurale in cui si cui si formano coscienze critiche, il luogo dell’incontro delle differenze, in cui si formano cittadinɜ capaci di immaginare e di lottare per una società migliore, inclusiva.

“Quale genere di Scuola?” non è solo un titolo, ma è una domanda politica. In un momento storico di disuguaglianze crescenti, narrazioni tossiche su performatività e meritocrazia crediamo che debba tornare al centro del dibattito la difesa del ruolo della Scuola che la costituzione ci ha consegnato. Un luogo in cui siano centrali, non solo il contenuto dei saperi ma anche le forme di relazioni educative e il tipo di società che la scuola contribuisce a immaginare e a costruire.

La Scuola è un presidio democratico, impariamo a prendercene cura, insieme.

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