Queerness oggi
Stare sui margini tra politica e letteratura
Una giornata di riflessione curata dalla SIL e dal Giardino dei Ciliegi. Intervista a Samanta Picciaiola – Firenze (17/1/2026)
Firenze, 17 gennaio 2026 – Una giornata densa di luci, domande e confronto culturale ha animato il centro culturale Il Giardino dei Ciliegi con Queerness, un evento dedicato alle prospettive queer nella cultura, nella politica e nella pedagogia. Tra le voci protagoniste, quella di Samanta Picciaiola, formatrice, docente, direttiva Sil, vicepresidente della rete nazionale Educare alle Differenze e co-organizzatrice e relatrice a Queerness, che ha condiviso con il pubblico idee e pratiche per ripensare l’educazione contemporanea in chiave inclusiva. Queerness ha riunito ricercatrici, attiviste e professioniste per esplorare le connessioni tra pensiero queer, femminismo e pratiche educative. L’evento si è articolato tra sessioni mattutine e pomeridiane, affrontando narrazioni queer, contributi teorici e spunti di attivismo. Abbiamo raggiunto Samanta Picciaiola per comprendere il significato di questa giornata e le prospettive aperte da questi dialoghi.
Da dove nasce l’idea di questa giornata?
Nasce dal desiderio di aprire nel cuore della Società Italiana delle Letterate uno spazio di intersezione e riflessione tra femminismi e queer. O meglio sul potenziale del queer declinato nei linguaggi e nelle istanze aperte nella contemporaneità. Quando ho voluto questa giornata l’ho pensata in primis come iniziativa della Società Italiana delle Letterate nel solco di quell’azione fondante e fondamentale che ci ha mostrato Liana Borghi.
Per questo ho voluto coinvolgere sin da subito due anime nodali di questa genealogia con cui condividerne la curatela: Clotilde Barbarulli del Giardino dei Ciliegi e Giuliana Misserville. Un desiderio che ha trovato sostanza nell’apertura di Floriana Coppola – Presidente SIL – che ha condiviso con me la volontà politica di fare di questa giornata un piccolo lascito di fine mandato a tutta l’associazione. Altrettanto dirimente per me la dimensione educativa, un filo necessario nella trama del presente ogni volta che ci sediamo a immaginare futuri possibili e trasformativi.
Qual è stato il cuore del tuo intervento?
Nel panel dedicato alla scuola che ho avuto il piacere di curare, ho dialogato assieme a Diana Lenzi della Rete Educare alle differenze e Floriana Coppola portando l’attenzione sul crocevia della scuola, osservatorio strategico del tentativo di imporre un’egemonia culturale fondata su parole d’ordine quale merito, potere, controllo, etronornatività e performance. Il queer può rappresentare un grimaldello efficace per scardinare l’edificio simbolico/ culturale ma anche l’insieme delle pratiche disciplinanti che colonizzano la scuola odierna e i corpi che la abitano.
Che ruolo ha l’educazione nel processo di decostruzione dei pregiudizi?
Siamo al termine di una fase, storica e politica ma anche culturale, che ha tentato di affermare che l’educazione non è mai neutra. Nel lungo e vario percorso che ci ha condotte fino all’oggi, abbiamo visto radicarsi l’idea di un’educazione emancipatoria in quanto capace di superare i bias di genere attraverso la decostruzione dei principali stereotipi connessi. Oggi chi abita la scuola sa di essere di fronte a qualcosa di inatteso: la pretesa di neutralizzare ogni pratica educativa, la volontà di erodere la dimensione pubblica dell’educazione a favore di un’idea di scuola tutta schiacciata sull’ istruzione che riporta il personale al privato e re istituisce la famiglia nel suo ruolo tradizionale di custode dei valori socialmente condivisi.
Come si collega la tua esperienza con Educare alle Differenze a questo evento?
Educare è una grande rete nazionale. Conta più di 15 associazioni sparse su tutti i territori. Lavora da più di dieci anni con il meeting nazionale, il più grande evento di auto formazione docenti sull’educazione alle differenze ma non solo. Nella drammatica contingenza del presente Educare si è messa al lavoro per elaborare strumenti di resistenza e di trasformazione della scuola. Per questo è stato importante portare a Queerness L’educazione sessuo-affettiva non è un gioco, un vademecum di autotutela per docenti e associazioni nato da workshop, incontri e assemblee con il mondo scuola per mettere a punto un lessico, delle pratiche e una serie di concetti capaci di sostenere le progettualità e le azioni educative volte a proteggere e potenziare un’educazione libera da stereotipi, antirazzista e antiabilista, decoloniale e orientata nel senso della trasformazione sociale e del pluralismo, fortemente posizionata nelle contraddizioni reali del presente. Il vademecum è uno strumento libero, accessibile e nato da uno sforzo collettivo della comunità di Educare. Proprio in questa sua natura radicalmente autodeterminata e situata ritroviamo molte assonanze con il concetto di queer quale si propone nell’elaborazione che ne fanno i transfemminismi.
Quali ritieni siano le principali sfide educative per il pensiero queer?
Il queer ci permette di prendere una parola – molto abusata e in verità parziale – che è inclusione e risignificarla in una dimensione per nulla astratta trasformadola in una serie di prassi, strumenti educativi e culturali concreti. Le narrazioni queer, offrono vere e proprie risorse critiche per decostruire stereotipi e modelli normativi tradizionali, a partire dalla scuola fino alla mediazione culturale. Per questo considero essenziale quella sensazione che ci ha accompagnate al termine dei lavori: l’importanza di riflettere insieme, di collegare le istanze che attraversano i diversi centri di produzione del pensiero e delle pratiche, per ibridare e rendere il terreno dell’agire condiviso di nuovo fertile di pluralità e visione. In una società sempre più complessa, queste riflessioni diventano strumenti per ampliare dialoghi e connettere comunità.
La giornata di riflessione sulla queerness al Giardino dei Ciliegi rimane uno degli appuntamenti culturali di rilevanza nazionale sui temi di genere, identità e pratiche educative. Puoi rivederla sulla sito della Società Italiana delle Letterate, sulla pagina Fb del Giardino dei ciliegi a questi link
https://www.societadelleletterate.it/2025/12/queerness-17-gennaio-firenze/
https://www.ilgiardinodeiciliegi.firenze.it/queerness-una-giornata-di-riflessione/