Scattare foto di famiglia
Una prima bibliomappa

Piccole letture intersezionali alla ricerca dell’oppressione dei legami familiari

Scattare foto di famiglia Una prima bibliomappa
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02 Febbraio 2025

Dopo la rapida riflessione teorica qui pubblicata nel novembre scorso  (https://factorya.org/familia-dal-possesso-allautodeterminazione/) vi racconto della creazione sulla base della scelta libera di piccoli gruppi di lettura che si immergono nelle rappresentazioni letterarie. La rosa antologica che ho scelto va nella direzione della varietà e dell’intersezionalità, di modo che ciascun estratto possa far emergere un tipo di oppressione specifica unito al modo in cui queste talvolta si intersecano e un tipo di rappresentazione possibile di legame famigliare. Di seguito l’elenco delle letture e lo spunto (foto di famiglia) emerso nella discussione successiva.

L’invincibile estate di Liliana di Cristina Rivera Garza, edito da Big Sur nel 2023, tradotto da Giulia Zavagna e vincitore del Premio Pulitzer 2024 permette di riflettere bene sul fenomeno del femminicidio in termini sistemici e culturali attraverso la ricostruzione della sorella maggiore della vittima dopo trent’anni dall’avvenimento. Il femminicidio è un fenomeno che ha a che fare con la famiglia e con un concetto di legame basato sul possesso e non sull’autodeterminazione dei corpi.

Sei come sei di Melania Mazzucco, edito da Einaudi nel 2013, racconta le vicende giudiziarie di una famiglia omogenitoriale di padri in cui muore quello legale e quello intenzionale si vede sottratto l’affidamento della figlia. Un racconto che passa attraverso lo sguardo libero della figlia che si mette sulle tracce del genitore che le è stato sottratto. Una lettura importante in un tempo in cui rispetto a dieci anni fa lo stigma verso la gestazione per altri e altre rischia di crescere a dismisura dopo l’approvazione della legge Varchi del 16 ottobre 2024 che criminalizza chi ne fa uso anche presso Paesi in cui è eticamente regolamentata da anni.

Il dono di Antonia di Alessandra Sarchi, edito da Einaudi nel 2020, affronta il tema dell’ovodonazione cioè della procreazione medicalmente assistita, chiamata eterologa, per la quale una donna (o una persona con utero) può ospitare un ovocita donato da altra donna al fine di poter  avere una gravidanza. Nel romanzo, a differenza di quello che avviene nella maggioranza dei casi, la donazione avviene tra due amiche, un fatto affascinante e rivoluzionario che smonta la pratica diffusa in molti Paesi dell’anonimato delle donatrici e dei donatori, senza però celarne la complessità in termini relazionali.

Accabadora di Michela Murgia, edito da Einaudi nel 2009, ci permette di immergerci in quella usanza italiana non molto antica delle famiglie più indigenti di affidare direttamente a famiglie più abbienti la cura di figli e figlie indesiderate. Una riflessione insomma sui legami affettivi ed adottivi che va molto al di là della genetica e come riflessione storica ci richiede un ripensamento giuridico oltre che culturale.

Come d’aria di Ada d’Adamo, edito da Elliot nel 2023 ci immerge con delicatezza lucida e consapevole dentro la questione della genitorialità quando incontra la malattia, quella della figlia e quella della madre nel caso specifico, svelando i buchi che il sistema sociale affida nei fatti alle cure esclusive e alla responsabilità familiare. Non solo una riflessione antiabilista dunque, che affida alla creatività del corpo e della danza il proprio riscatto, ma anche un modo per non celare la realtà del dolore.

In fondo al desiderio. Dieci storie di procreazione medicalmente assistita di Maddalena Vianello, edito da Fandango nel 2021 raccoglie alcune storie di donne che si sono variamente servite della procreazione medicalmente assistita. Ho scelto di proporre tra queste la storia di Marilena, che con la sua compagna già diversi anni fa formava una famiglia numerosa grazie all’assistenza delle cliniche estere. Le coppie lesbiche e le donne single infatti in Italia a causa della legge 40 non possono accedere alle tecniche di riproduzione medicalmente assistite e i figli e le figlie procreate all’estero non possono essere riconosciute alla nascita dalle madri intenzionali, le quali devono ricorrere ad un percorso di adozione speciale.

Io e Mabel, ovvero l’arte della falconeria di Helen Macdonald, edito da Einaudi nel 2016, tradotto da Anna Rusconi, ci permette, attraverso la storia dell’amicizia tra una ragazza e un falco, di riflettere sulla connessione fra umani e non umani e su che ruolo assumono i legami interspecie nelle nostre vite e nelle nostre famiglie.

le postromantiche, sui nuovi modi di amare di Carolina Bandinelli, edito nel 2024 da Laterza, riflette con ironia sul poliamore, sulla coppia, sulle reti di relazioni e soprattutto sui conflitti e le contraddizioni del contemporaneo.

La famiglia Manzoni di Natalia Ginzburg, edito da Einaudi nel 1983, si rivela uno strumento didattico formidabile perché immergendoci nella biografia dell’autore che forse più di tutti ha saputo costruire un immaginario intorno alla famiglia ne svela i meandri e le particolarità più inaspettate, restituendo al concetto di famiglia un chiaroscuro storico ed antropologico interessantissimo. Scelgo in particolare la storia dell’emancipazione di Giulia Beccaria, la madre di Alessandro, e l’incontro intenso con quest’ultimo, già adolescente, a Parigi.

Ladri di denti di Djarah Kan, edito da People nel 2020, è una raccolta di racconti da cui trarre una rappresentazione acuta dei meccanismi di razzializzazione e marginalizzazione italiani. Ho scelto in particolare il racconto intitolato Topoche descrive la storia di un uomo che vive solo, con le conseguenze della sua storia e dei pregiudizi che pesano su di lui.

La ribelle di Gaza di Asmaa Alghoul e Sélim Nassib, per le edizioni e/o 2024, traduzione di Alberto Bracci Testasecca, permette di capire cos’è una famiglia in un campo profughi, e cos’è a Gaza, quali ricordi e memorie passate, quali prospettive future e quali dinamiche si aprono e avviluppano sullo sguardo di una bambina. Imprescindibile in un momento come questo dedicare anche solo un minuto di riflessione al genocidio del popolo palestinese che non risparmia bambini/e, scuole, case e ospedali.

Chicco di grano smeraldo di Viola Lo Moro, racconto comparso sul n. 139-140 di Dwf (Donna Woman Femme) intitolato Lesbiche amare, immagina un mondo rovesciato in cui le lesbiche vivono in comunità allargate, su strade rinominate e distributori di sperma, intente in attività intellettuali e pratiche che costruiscono collettivamente futuri possibili.

Detransition, baby, di Torrey Peters, edito da Mondadori nel 2021, tradotto da Chiara Reali, ci permette sin dall’incipit di entrare in contatto con una famiglia che si sta formando nell’incrocio fra passato e presente, desideri, conquiste e ritorni. Il tema che ci interessa esplorare è quello della genitorialità trans e di un nucleo familiare i cui genitori sono tre.

Ringrazio la comunità dell’associazione Famiglie arcobaleno per aver seguito la programmazione del laboratorio sin dall’inizio e per aver contribuito con consigli bibliografici ed esperienziali.






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